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IL BLOG SUL DIGITAL FUNDRAISING

23nov

Landing Page: 5 consigli per costruire una pagina web che faccia donare

 

La landing page è la fine del percorso del donatore digitale. Immagina uno che scopre della tua causa perché un amico gli parla di te. Va a vedere su Facebook, cerca su Google, legge il tuo blog, decide di fare una piccola donazione e… Non trova il modo di farlo! A parte un minimo di frustrazione, il potenziale donatore non proverà particolari fastidi. Non ti chiamerà per chiederti come donare. Tirerà l’inconscia decisione che non hai bisogno dei suoi soldi e passerà oltre. Lo hai perso!

 

Per la mia esperienza questa dinamica accade fin troppo frequentemente. Vogliamo evitare questa magra conclusione? Allora segui questi consigli:

 

 

 

1. Rendi chiaro subito come donare!

 

Sai quanto è l’attention span medio di una persona su un sito web? 7 secondi! Hai 7 secondi per far capire al tuo donatore come donare (e quanto!), quindi metti in chiaro subito come farlo. La modalità si chiama Call To Action e non sfruttarla bene corrisponde a non ricevere donazioni.

Guarda la differenza fra questi due siti, sono entrambi della Special Olympics Italia. Il primo è la versione della prima metà del 2017.

 

landing page non profit

 

Il secondo è di adesso (novembre 2017).

 

landing page non profit

 

Questo sito è stato rinnovato sicuramente per una serie di motivi, ma uno dei principali sta nel quanto è più visibile il pulsante di dono. Nella seconda versione è nettamente più facile da individuare. Quindi quando uno entra con l’intenzione di donare, non si fa distrarre, ma capisce subito come fare. Far spiccare quel pulsante è fondamentale per sfruttare quei preziosi 7 secondi.

 

 

 

2. Togli le vie di fuga dalla pagina

 

Questo è un consiglio con due risvolti:

  • Uno psicologico. Le vie di fuga sono i motivi per cui uno dovrebbe andarsene dalla pagina: approfondimenti fuorvianti, destinazioni del dono diverse da quelle che si aspettava e, in generale, tutto quello che potrebbe minare la sua fiducia.
  • Uno operativo. Tenere le vie di fuga al minimo significa che il donatore, nella pagina, deve avere l’obiettivo di donare e basta. Quindi meglio togliere i breadcrumb, ridurre i menu e, soprattutto, togliere i link ai social!

Chi ha fatto, a parere di molti, un ottimo lavoro nella landing page del dono è la non profit americana The Future Project. La pagina è semplice, molto bella da vedere e assolutamente indirizzata al dono.

 

landing page non profit

 

 

 

3. Ricorda al donatore perché ne vale la pena

 

Così come è bene non distrarre il visitatore, è bene anche fargli tenere a mente perché deve donare. I motivi sono i volti, le storie e i progetti concreti che il suo denaro va a rendere possibili. Lui non è lì a dare denaro, ma a rendere possibile un avvenimento positivo. Mettiamo in mostra questo avvenimento.

Chi fa splendidamente questo è, tra gli altri, Cesvi, in una pagina dove ogni scelta è concretizzata nel momento in cui un visitatore ci passa sopra il mouse (cioè quando ci sta pensando su).

 

landing page non profit

 

Come strategia è molto bella e originale, ma richiede una pagina strutturata molto bene. Il modo più semplice (e che suggerisco) è quello di re-illustrare la propria mission in poche frasi, o mostrando direttamente come i soldi vengono investiti. Un bel lavoro grafico lo propone Save The Children Italia.

 

landing page non profit

 

 

 

4. Suggerisci cosa fare

 

Questo punto approfondisce il precedente. Oltre a informare accuratamente il donatore e a motivarlo sui passi da fare, occorre suggerirgli alcune mosse, senza dare per scontato nulla sul fatto che lui sappia o non sappia cosa fare:

  • Sa che può donarvi a cadenza regolare e non solo una volta?
  • Sa quanto donarvi o è meglio suggerire?
  • Sa a quale progetto donare?
  • Sa che può dedicare la sua donazione alla memoria di qualcuno (se lo fate)?

Pensate se sa queste cose. E se non le sa suggeritegli, come fa l’AIRC nel suo sito.

 

landing page non profit

 

 

 

5. Ringrazia e rilancia

 

La risposta positiva a una richiesta non può essere ignorata. Uno dei pilastri del fundraising è RINGRAZIARE. Quindi fatelo e fatelo bene. Dedicate una paginetta e una email a questa cosa. Se il donatore è particolarmente generoso, chiamatelo!

Mi soffermo sulla pagina di ringraziamento (in gergo thank you page o TYP): è uno strumento che consente di fare proposte nuove, per esempio seguire sui social o guardare altri progetti. Tutte cose che aumentano la relazione con lui e consentono di chiedere nuove donazioni più facilmente.

Ah, non è obbligatorio ringraziare solo se uno dona! Si può anche ringraziare se uno semplicemente si iscrive alla newsletter, come fa Volunteers of America!

 

landing page non profit

 

 

 

 

Donor Persona

 

About the Author

Pietro Giacchetti

Progettista software, consulente per il terzo settore, inbound marketing certified, formatore sulle strategie web.
Per massimizzare le prestazioni, somministrare caffè ogni 4 ore.

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